Ricordare il 9 novembre 1989 significa per me ripensare ad un momento in cui l’impossibile può diventare non solo possibile ma addirittura reale, contro ogni previsione. Avere 23 anni nella primavera 89/90 e respirare quel clima di ottimismo e slancio verso un futuro che ci pareva pieno di pace, sicurezza, prosperità e abbattimento delle distanze sociali tra ricchi e poveri è stato magnifico. Anche a distanza di 31 anni, quando è sin troppo evidente che quel clima di euforia si è completamente perduto nelle pieghe di un futuro, divenuto presente e passato prossimo, molto diverso da quanto avevamo ritenuto ingenuamente più certo, che possibile. E ogni anno che passa, cresce la nostalgia per quel "sentire" che si è diluito nello scorrere del tempo e del verificarsi dei fatti della Storia e. delle nostre Vite.
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