mercoledì 14 giugno 2017

SCRIVERE

Si dice che scrivere sia un atto simile al parto, perché permette di dare forma all’informe e rendere fruibile all’uomo ciò che arriva direttamente dal mondo platonico delle Idee e quindi da ciò che non è umano ma divino. Chissà, forse perché sono maschio e posso conoscere le gioie e i dolori della maternità al massimo per via indiretta come osservatore partecipe, la scrittura ha sempre esercitato su di me un fascino irresistibile, avendolo scoperto come un atto di creazione nel senso di cui ho accennato più sopra: trasformare il pensiero intangibile di un attimo fuggente in qualcosa di tangibile che lascia una traccia capace di arrivare ai sensi dell’altro, non solo per un istante effimero come fa la parola, ma addirittura di sopravvivere alla morte.

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