Per me la UEB non è mai stata solo un incarico, ma un pezzo di cuore. Ho avuto il privilegio straordinario di vivere e raccontare questa realtà in ogni sua singola metamorfosi: prima da free-lance, poi come inviato di una rivista online, in seguito come collaboratore dell'ufficio stampa e, infine, con l'onore di rappresentarlo come Responsabile.
Ricordo ancora i primi tempi: le partite nel silenzio surreale delle restrizioni Covid, dove eravamo in pochissimi dentro al palazzetto e ancor meno a crederci fuori. Da lì è iniziato un viaggio incredibile, che mi ha portato a raccontare in diretta, passo dopo passo, i grandi successi colti contro tutti e in tutta Italia, mentre attorno nasceva e cresceva non solo una squadra, ma una vera e propria comunità unita da una passione travolgente. Essere una voce e una penna di questo percorso è stato un orgoglio indescrivibile, legato alla possibilità di contribuire nel far conoscere al meglio la Città che amo, Cividale.
Un grazie immenso va a tutti i lettori, a chi ha seguito i miei racconti, le cronache e le parole di questi anni: siete stati voi a dare un senso profondo a questo lavoro, facendomi sentire parte di qualcosa di grande.
La Serie A2, però, è un mondo tanto bello quanto esigente. Oggi questo ruolo richiede una presenza costante, h24, accanto alla squadra, ai media e alla dirigenza. Un livello di tempo ed energie che, a causa dei miei attuali impegni professionali, non riesco più a garantire come vorrei e come la UEB merita. Fare un passo indietro è un atto di rispetto verso il club, affinché questa crescita possa contare su forze fresche.
Ci tengo a ringraziare di cuore il presidente Davide Micalich, tutta la dirigenza e lo staff per la fiducia e la stima che non mi hanno mai fatto mancare. Un grazie enorme va anche ai ragazzi del team comunicazione: è stato un viaggio intenso e bellissimo.
Non è un addio. Se sarà utile, continuerò a dare una mano a bordo campo o dietro le quinte. In ogni caso,
grazie di tutto, Eagles! 💙💛
