PRAGA, gennaio 1970
AMICO Non ci posso
credere! Tu sei un pazzo… e adesso? Che fai?
PAVEL Per adesso il facchino. In una
cooperativa, beninteso.
AMICO Ma perché tutto
questo Pavel? In nome di Dio, cosa può essere così importante per distruggere
una vita, la tua vita!
PAVEL Mio caro Milo, in
primo luogo non volevo essere complice della condanna di quel Edvard Vodla, un
innocente che tra l’altro, non ho mai visto né conosciuto… E quindi dovevo
anticipare le mie dimissioni, per non dare alla polizia nessuna possibilità di
ulteriore ricatto.
AMICO Ed in secondo
luogo?
PAVEL Non voglio una
vita protetta da una menzogna! Che me ne faccio del mio lavoro, della mia
carriera quando debbo essere la maschera di me stesso? In una società in
maschera…
AMICO …e così meglio
fare il lavavetri senza violentare sé stessi? Più ti ascolto e più mi convinco
tu sia un pazzo scatenato. Perché non te sei andato allora? Perché non hai
abbandonato subito il paese per esercitare la tua professione all’estero?
PAVEL … perché io lo amo
il mio paese… e non lo cambierei con nessun altro posto al mondo, anche così
imprigionato… perché dovrei andarmene? Credi che saranno in grado di rubarmi
anche i colori del tramonto quando illuminano fiammeggianti le cupole dei
palazzi della città d’oro? O pensi che possano pure mettere sotto vuoto gli
odori di Malastrana dopo una nevicata? è qui che voglio vivere ed è qui che
voglio morire! Io non voglio fuggire.. né dal mio paese né da me stesso, caro Milo: possono cercare di togliermi tutto: il mio lavoro, i miei amici… ma non avranno
mai il mio paese ed il mio diritto di dire no, quando voglio dire no. Mi
costerà la vita dici? Non lo so, ma di una vita in maschera o peggio, di
muta rassegnazione, non so che farmene. Meglio “essere” un medico che per
vivere in pace con la sua anima ha deciso di fare il lavavetri… che perdere la
stima di se stessi per “fare” il medico ed evitare di “fare” il lavavetri!
AMICO Non so che dire
Pavel, non so se provare vergogna per la mia piccola anima che non riesce a
seguirti o sentire sollievo, sapendo di essere in grado di vivere in pace con
me stesso. come dici tu, avendo imparato a nuotare bene nel mare del
conformismo. Se tu veramente ritieni di aver fatto la cosa giusta…
PAVEL La cosa giusta?
Qual è il metro per misurare qual è la cosa giusta? Nel 1618 la nostra
nobiltà decise di gettare dalla finestra del Castello i delegati imperiali e
per mantenere il diritto alla propria libertà di religione causarono l’inizio
della guerra dei trent'anni…
AMICO Che si risolse con
lutti e distruzioni in tutta Europa e per la nostra nazione significò la
perdita della sovranità per 300 anni… Come sempre non ti seguo…
PAVEL Questa volta non
mi segui perché vai di fretta: nel 1968, 350 anni dopo, abbiamo deciso che
resistere ad un’invasione avrebbe causato inutilmente lutti e distruzioni e
abbiamo di nuovo perso la nostra sovranità; 350 anni fa abbiamo creduto più nel
coraggio che nella prudenza, oggi più alla voce della prudenza che a quella del
coraggio…
AMICO … ma il destino
della nostra sovranità non è cambiato… e dunque?
PAVEL … e dunque ognuno
deve seguire la “sua” strada senza mai voltarsi indietro e senza mai
dimenticare nulla…
AMICO .. e senza cercare
scorciatoie o deviazioni…
PAVEL Proprio così,
perché tanto scorciatoie o deviazioni ci riporterebbero inevitabilmente sulla
nostra strada…. Finalmenti mi segui… (ESTRAE DALLA TASCA UNA LATTINA DI BIRRA E
LA APRE)… Na Zdravi!!!