L’aria nella privè de Il Fante di Picche – tre stelle Michelin e un’acustica da bunker blindato – odorava di riduzioni di struzzo, germogli fermentati e conti da capogiro.
Tutto procedeva liscio per la cena di bentornato di Gambero, rientrato dopo tre anni all'estero, finché il sommelier non osò versare il vino spiegando che l'etichetta era stata selezionata da un algoritmo di intelligenza artificiale incrociato con i dati dei loro gusti personali.
Lì a Giffoni si chiuse la vena: spinse via la portata di aria di mare con una smorfia di disgusto e si versò da solo il calice a filo del bordo, mandando a farsi benedire l'etichetta dell'alta cucina.
«Ma vi rendete conto di che cazzata ci stanno vendendo?!» partì Giffoni, puntando la forchetta in titanio verso il sommelier che sgattaiolava via terrorizzato. «Adesso pure il vino ci sceglie il computer! E ogni volta che dico che stiamo regalando il cervello all'AI, arrivano i soliti nerd a darmi del fossile analfabeta. "Tranquillo Giffoni, stiamo creando algoritmi etici! C'è sempre l'uomo al comando!" Ma etici de che?! L'uomo?! Quella stessa razza di fenomeno che ha inventato i lager e che tre giorni sì e un altro sì, si massacra in tv? Abbiamo passato millenni a fare schifate che manco Gesù, Maometto e Buddha messi insieme sono riusciti a metterci una pezza, e adesso dovremmo stare sereni perché "l'uomo" guida il robot?! Ma auguri!»
Remfutti, piantando la schiena nello schienale in pelle di vitello si mise a ridere sottobanco, divertito come chi assiste a un incidente stradale al rallentatore. «Eccolo. Il profeta del sesto millennio. Gambero torna a casa dopo tre anni di Asia e noi dobbiamo sorbirci la crisi esistenziale di Giffoni davanti ad un bicchiere di vino. Senti, fenomeno: tu fino a ieri non sapevi usare la domotica di casa e accendevi le luci staccando il contatore generale. Che ne sai di AI? Ti sei fatto spaventare da un chatbot perché ti ha risposto male sul meteo? E tra parentesi non capivi un cazzo neanche sui Mondiali dell'86.»
«Ma che c'entra il meteo, Remfutti, svegliati!» sbottò Giffoni, paonazzo, rischiando di abbattere la composizione floreale al centro del tavolo. «Qui si parla di υβρις, di presunzione pura! La tecnica non la fermi, va bene, mica sono così ingenuo da credere di stoppare il futuro. L'unica consolazione vera è che son vecchio e mi leverò dalle palle prima che queste macchine prendano le chiavi di tutto!»
Gambero alzò le mani prima che la discussione facesse volare i bicchieri da novanta euro l'uno. Si infilò un germoglio in bocca, masticando con la pazienza di un martire. «Raga, vi prego, sono atterrato neanche otto ore fa. Giffoni, capisco l'ansia e figurati se mi fido della specie umana per gestire la tecnologia, visto quello che combiniamo da sempre: però non farla cadere così dall'alto, sembra che stia per arrivare Terminator a portarci via il dolce. Diciamocelo: quando 'sto cazzo di AI si sarà presa tutto, cosa potrà mai inventarsi di peggio di quello che ci siamo già fatti da soli per secoli? Al massimo ci riduce le porzioni.»
«Ma infatti, vi state avvitando su due cazzate teoriche da cena aziendale con produzione assortita di seghe mentali.» intervenne Brunelli, aggredendo la sua tartina al tartufo come se non mangiasse da una settimana. «Da che mondo è mondo c'è sempre stato uno sopra che voleva comandare e tutti gli altri sotto. Una volta c’era il re, poi è arrivato il prete, dopo il padrone, quindi il partito, la televisione, le banche e adesso ci sono i server. Cambiano i mobili, ma la stanza è sempre quella, cambia solo il nome del padrone. E noi? Noi abbiamo sempre trovato la scappatoia, la fattura in nero, il trucco per fregare il sistema: magari non saremo più capaci di accendere il computer senza chiedergli il permesso, ma ci sarà sempre qualcuno che riuscirà a farsi dare due accessi invece di uno, a farsi passare la password dal cugino o a convincere il sistema che è un altro. Volete che la gente non trovi il modo di mettergliela nel culo pure all'algoritmo? Take it easy, cazzo. Pensiamo invece a farci offrire il digestivo, co'ste botte!»
Romano, che per tutta la sera aveva ignorato il cibo stellato per controllare sul telefono le quotazioni della Serie B e scommettere sulle partite on-line, fece scivolare lo schermo nella tasca della giacca. «Io so solo una cosa: se l'AI impara a fare un piatto di pasta che non sembra una porzione per criceti, per me può pure prendersi i codici nucleari domani mattina.»
Nel frattempo, sui commensali, aleggiava come le fiammelle dello Spirito Santo, lo spirito dello Smilzo, pronto a lanciare letteralmente nell'aria il suo arcinoto: "Mi avete rotto i coglioooni!".

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