mercoledì 5 ottobre 2022
IL DERBY D'ITALIA DELLE PROVINCIALI
Se il derby d'Italia è Juventus - Inter, a buon titolo e non solo per ragioni cromatiche, il derby d'Italia delle provinciali è Udinese - Atalanta. Anche se nessuna delle due è mai riuscita a vincere uno scudetto, a differenza del Verona e del Cagliari, nella classifica dei punti ottenuti nel campionato italiano di serie A bergamaschi e friulani occupano rispettivamente l'11° e il 12 ° posto e l'11a e la 13a posizione per numero di campionati disputati: 62 i nerazzurri e 50 i bianconeri. Per quanto riguarda la Coppa Italia, invece, i bergamaschi possono vantare il successo del torneo 1962/63 (3-1 al Torino nella finale disputata a san Siro), mentre i friulani devono accontentarsi della partecipazione alla prima finale della manifestazione nel 1922, persa contro il Vado Ligure per 1-0 nei tempi supplementari. Inoltre, tra tutte le provinciali che sono riuscite con i loro exploit ad ottenere la partecipazione a competizioni europee solo Atalanta e Udinese lo hanno fatto con continuità, centrando per ben 3 volte la qualificazione ai play-off di Champions League: i friulani, con una alla fase a gironi e 3 volte la qualificazione ai gironi i bergamaschi, con annesso passaggio alla fase ad eliminazione diretta sfiorando, addirittura l'arrivo in semifinale nell’estate Covid 2020. L’Udinese tra Champions League, coppa UEFA, Europa League ed Intertoto, può vantare 76 gare disputate, con un successo in coppa Intertoto (2000) e come miglior piazzamento i quarti di finale della Coppa Uefa 2008/2009, mentre l’Atalanta ha messo insieme 64 incontri, con migliori piazzamenti la semifinale di Coppa delle Coppe 1987/88 ed i quarti di finale della Champions League 2019/2020.
Per dovere di completezza, nella bacheca friulana c’è anche la Mitropa Cup edizione 1979/80.
Sul terreno dello stadio Moretti prima e del Friuli poi, le due compagni si sono sfidate per ben 38 volte con i bianconeri friulani in netto vantaggio, avendo riportato 20 vittorie e segnato 60 reti, contro i dieci successi e le 45 reti dei nerazzurri mentre per 8 volte è uscito il segno X.
Se i bianconeri friulani hanno dominato la scena a partire dalla metà degli anni 90' e sino al 2013, successivamente al declino friulano ha fatto da specchio la crescita bergamasca che, con l'arrivo sulla panchina di Gasperini ha superato, a livello di risultati (conquista della finale di Coppa Italia e della final four di Champions League) le imprese friulane.
La recente supremazia si è riversata anche nel computo degli scontri diretti, con i nerazzurri più volte corsari a Udine e capaci di infliggere nell'ottobre del 2019 un umiliante 7-1 ai malcapitati bianconeri guidati da Igor Tudor sul terreno dello stadio "Azzurri d'Italia"; l'ultima vittoria friulana risale all'ottobre 2017, quando l'Udinese agli ordini di Gigi Delneri piegarono la "Gasperini Band" per 2-1, con De Paul e Barak a segno per ribaltare le rete del vantaggio siglata da Kurtic.
Ancora “sanguinante” per i colori friulani è l’ultima gara disputata allo stadio Friuli lo scorso 9 gennaio, quando i bergamaschi “passeggiarono” per 6-2 su di un Udinese decimata dal Covid e costretta dalla Federazione a giocare ed immolarsi nei confronti degli ospiti, nonostante fosse costretta a ricorrere a diversi “primavera” per riuscire a presentare una lista all’arbitro con il numero minimo indispensabile per la validità della gara.
Nella stagione appena iniziata, l’incrocio tra le due compagini arriva in un momento in cui le stesse sono divise da un solo punto, con i nerazzurri in testa alla classifica insieme al Napoli e i bianconeri, terzi solitari e sorprendentemente ritornati competitivi come non accadeva da dieci anni e che aspirano ad un successo che li porterebbe a superare i rivali e conquistare la vetta solitaria, nel caso in cui i partenopei non riuscissero poi a tornare da Cremona con una vittoria.
Più derby d’Italia di così!
In vista dell'imminente sfida di domenica 9 ottobre, voglio riportare alla memoria il precedente dal sapore assai diverso e che si è disputato nel catino dei Rizzi domenica 14 dicembre 1986 per la 12a giornata del girone d'andata del campionato 1986/87. Era l'anno dei mondiali, quelli dell'86, quelli in cui, come cantava Venditti nella sua celebre "Giulio Cesare", Paolo Rossi era stato "un ragazzo come noi": sempre in panchina e ad assistere impotente all'eliminazione degli azzurri ad opera della Francia di Platini e alla fine, senza gloria, del glorioso ciclo di Enzo Bearzot sulla panchina azzurra.
Ma purtroppo, quel campionato, era anche il primo dopo il secondo scandalo delle scommesse clandestine che aveva portato in dote all'Udinese, appena rilevata da Gianpaolo Pozzo, nove punti di penalizzazione da scontarsi nella sua prima stagione da "Paron" bianconero. Legge del contrappasso: se il primo scandalo del totonero aveva "ripescato" dal penultimo posto i bianconeri friulani salvandoli dalla B a spese della Lazio, il secondo li relegava ad una retrocessione posticipata di un anno; con un fardello di nove punti sul groppone e con i due punti per vittoria voleva dire disputare un campionato da "qualificazione UEFA" per ottenere la salvezza. Cosa che non era riuscita all'Udinese di Zico, Causio, Virdis, Mauro, Edinho...
Gianpaolo Pozzo e Franco Dal Cin non vollero rinunciare all'impresa e cercarono di rinforzare la squadra per la folle rimonta pescando tra "vecchi draghi" carichi di gloria, ingaggiando i già campioni del mondo 1982 Francesco "Ciccio " Graziani dalla Roma e Fulvio Collovati dall'Inter e quello del 1978, l'argentino Daniel Ricardo Bertoni dal Napoli.
Il capitano del Brasile ai mondiali 1986, Edinho, era anche il capitano di quell'Udinese e alla sua quinta (e ultima) stagione in bianconero e sulla panchina a guidare quella missione suicida c'era il confermato "Picchio" De Sisti, capace di aver già evitato il naufragio della barca bianconera l'anno prima subentrando a 'O Lione Luis Vinicio.
Lo sponsor sulle maglie non era più l'AGFACOLOR, quello dei sogni multicolori dell'era ZICO, ma il marchio acronimo FREUD (FREseUDinesi) della famiglia Pozzo, certamente più idoneo, richiamando il padre della psicanalisi, a sorreggere un'impresa che richiedeva non comuni doti psicologiche oltre che tecnico-agonistiche.
L'impresa si era però rivelata subito disperata, con la squadra che aveva impiegato 10 giornate per raggiungere "quota 0" e alla vigilia della 12° turno era reduce da una pesantissima sconfitta patita in riva al lago di Como, quando il quasi esordiente Salvatore Giunta aveva eluso per ben 3 volte la marcatura dello stopper mundial Fulvio Collovati e infilato la porta difesa da Beniamino Abate.
E il gol di Edinho nel finale, era sto solo il mesto segno di una resa a partita abbondantemente conclusa sul 3-0 per i Lariani.
L'Atalanta, capitanata da Nedo Sonetti, futuro artefice di una risalita bianconera in serie A, reduce da una strepitosa stagione da neopromossa salvatasi con largo anticipo al primo tentativo, giungeva anch'essa ad Udine con le ossa malconce: aveva 7 punti in classifica e occupava l'ultimo posto utile per evitare la retrocessione, precedendo di un punto le due penultime Brescia ed Ascoli e di sette, appunto, l'Udinese fanalino di coda a 0 punti legali, ma in realtà nove effettivi.
Scontro decisivo per i bianconeri che, con ancora 17 partite da giocare, avevano un solo risultato a disposizione per alimentare la tenue fiammella della speranza di centrare una folle salvezza: vincere o morire; ma non di minore importanza per i nerazzurri, affamati di punti per non scivolare ancora più in basso e per dare il colpo di grazia ad una diretta contendente alla salvezza.
Il match che ne uscì in quel piovoso, freddo ed umido pomeriggio di dicembre, con i fari accesi già nel primo tempo, davanti a 15 mila irriducibili e fradici tifosi sugli spalti fu di rara bruttezza, benché carico della "garra" che tutti i contendenti ci misero senza risparmio: il campo pesante, le avverse condizioni climatiche, l'importanza della posta in palio non aiutarono certo due squadre già poco inclini a produrre grandi giocate.
Passaggi fuori misura, lanci inutili dalla difesa, falli a ripetizione, gioco stagnante a centrocampo, tiri velleitari da distanze siderali e portieri inoperosi ed infreddoliti furono il "leit-motiv" della giornata.
Che s'illuminò a 20 minuti dalla fine quando il terzino atalantino (ed ex bianconero) Carlo Osti stese al limite dell'area Bertoni e l'arbitro Longhi di Roma decretò una punizione "di prima".
Barriera fitta e area intasata di giocatori. Tiro "tagliato" dell'argentino a mezz'altezza che aggira la barriera ed incoccia sulla fronte di Ciccio Graziani intento a correre seguendo la traiettoria della palla.
La sfera cambia direzione e s'infila nell'angolino senza che il povero Ottorino Piotti, estremo difensore atalantino, nulla possa fare se non osservare il pallone gonfiare la rete appesantita dalla pioggia.
A seguire corsa indiavolata di Ciccio sotto la curva nord inseguito dai compagni festanti. Nei 20 minuti successivi non accadde molto altro con la difesa friulana, guidata dall'esperienza dello stopper mundial Fulvio Collovati e dal veterano Edinho, capace di neutralizzare senza troppe ansie i disperati ma disordinati tentativi bergamaschi.
Fu una vittoria di Pirro perché a metà del girone di ritorno i friulani perdendo in casa per 6-2 con l''Avellino dell'ex mai rimpianto Luis 'O Lione Vinicio, spensero anche quella tenue fiammella e furono proprio gli orobici a mettere il sigillo, anche matematico, alla retrocessione dell'Udinese, infliggendo a quattro giornate dalla fine un rotondo 4-2 ai bianconeri ancora guidati da De Sisti.
Ma il re dell'Epiro fu altrettanto patrono di quella vittoria bergamasca, che a nulla servì, quando 3 giornate più tardi, perdendo per 1-0 all'89' sul terreno del Franchi di Firenze contro i viola, i nerazzurri si piazzarono al penultimo posto e accompagnarono mestamente l'Udinese, ultima predestinata nella serie cadetta.
In un campionato reso anomalo dalla lunga sosta per i mondiali da disputarsi in Qatar nel bel mezzo della stagione, ho voluto "presentare" l'Udinese-Atalante di domenica prossima rievocando un Udinese - Atalanta di un anno altrettanto anomalo per i colori bianconeri, augurando lo stesso esito finale di 36 anni fa, e un altro epilogo alla fine della stagione.
Con una consapevolezza: nei 36 anni successivi a quel non "memorabile" Udinese-Atalanta le due società sono state capaci, con le loro gestioni dalle filosofie opposte, di trasformare un anonimo incontro tra due provinciali in un vero e proprio derby d'Italia delle provinciali.
In questo momento della stagione poi, addirittura con in palio la vetta della classifica, come questione di prassi, appunto, tra i nerazzurri milanesi e i bianconeri torinesi.
Domenica 14 dicembre 1986, Stadio Friuli
UDINESE - ATALANTA 1-0
71' Graziani
UDINESE: Abate, Galparoli, Tagliaferri (69' Zanone), Colombo, Collovati, Storgato, Chierico, Miano (80' F. Rossi), Graziani, Criscimanni, Bertoni.
A disposizione: Spuri, Susic, Dal Fiume
Allenatore: Giancarlo De Sisti
ATALANTA: Piotti, Osti, C. Gentile, Prandelli, Boldini (72' Francis), Progna, Stromberg, Icardi, Cantarutti, Magrin, Incocciati (70' Barcella)
A disposizione: Malizia, Perico, Limido
Allenatore: Nedo Sonetti
Arbitro Carlo Longhi della sezione di Roma
sabato 1 ottobre 2022
CIVIDALE DEBUTTA SENZA MACCHIA E SENZA PAURA: CHIETI KO 81-78
Per lo storico appuntamento con il debutto nella serie A2 2022/23 la UEB Gesteco Cividale si è presentata al suo pubblico con una sgargiante tenuta celebrativa biancorossa per onorare la Città Ducale, che appena due anni orsono, in piena pandemia si è messa a disposizione per ospitare e sostenere il coraggioso progetto di Davide Micalich e del suo staff.
Sugli spalti all’inizio si respirava il tipico clima che avvolge le matricole il primo giorno in Università, sommato ad un entusiasmo che sembrava la continuazione di quello che permeava il Palagesteco il giorno della promozione dello scorso giugno. Nel primo quarto Pillastrini manda in campo Rota, Chiera, Pepper, Dell’Agnello e Miani e sono di Rota i primi due punti del campionato che vanno ad impattare il canestro di apertura degli ospiti messo a segno da capitan Ancelotti; Cividale si mostra subito in partita e grazie ad una buona circolazione della palla, velocità e buone giocate di Dell’Agnello – autore già di 8 punti con 4/4 dal campo – tent la fuga accumulando 7 lunghezze di vantaggio e chiude poi avanti il periodo per 25-19. Nella seconda frazione Chieti, grazie a ad un ispirato Jackson, si rifà sotto recuperando lo svantaggio e mette il naso avanti con 2 punti di Ancelotti per il 32-33 a 3’46”, mentre le Aquile perdono fluidità nei giochi d’attacco. Nel finale del tempo i ducali ritrovano la precisione e chiudono ancora avanti per 42-35 all’intervallo lungo con una penetrazione di Cassese ed una tripla di Giacomo Dell’Agnello, decisamente in partita. Nel terzo periodo una tripla di Pepper dà il massimo vantaggio (+10) a Cividale a 7’36” sul 47-37 ma Chieti non si scompone e sempre grazie a Jackson si rimette in scia (50-48) a 3’41” dalla penultima sirena; da qui in poi si procede in grande equilibrio e si arriva all’ultimo periodo con i ducali ancora avanti di due punti (61-59) dopo 2 liberi di Pepper a 1”. La frazione finale inizia male per i padroni di casa, perché Mastellari infila una tripla subendo il quarto fallo da Chiera e con un’azione da 4 punti manda Chieti sul 64-66 a 8’40”, ma la Gesteco mantiene i nervi saldi e replica colpo su colpo e si riporta avanti sul 70-68 a 6’20” con il ventesimo punto di un precisissimo Dell’Agnello. Nel finale manca con Miani la tripla del + 8 a 3’52” e Chieti non perdona, rimettendosi subito in scia con il tabellone che segna 75-74 a 2’52”; due liberi di Bartoli danno il vantaggio agli ospiti 75-76 a 2’19” e preannunciano un finale thrilling per questo match assolutamente eq. Chiera perde un brutto pallone a 52” sul 77-78 ma Rota si guadagna due liberi a 5” dalla sirena finale e li infila entrambe per il 79-78 che lascia l’ultimo possesso agli ospiti. Il finale è un’apoteosi perché la difesa ducale ipnotizza Jackson e Rota in contropiede sigilla il finale 81-78, per la prima storica affermazione di Cividale in serie A2 con tutto il Palagesteco in festa, dopo aver sostenuto i ragazzi di Pillastrini dal primo all’ultimo secondo.
UEB GESTECO CIVIDALE – CAFFE’ MOKAMBO CHIETI 81 - 78
(25-19, 42-35, 61-59)
UEB GESTECO CIVIDALE
Miani 11, Chiera (k) 7, Cassese 7, Rota 14, Mouaha 2, Brunetto n.e., Battistini 6 Nikolic 4, Pepper 10, Dell’Agnello 20, Micalich n.e.
Allenatore: Stefano Pillastrini
Vice: Federico Vecchi e Alessandro Zamparini
Tiri liberi 10/12, Tiri da due 25/42, Tiri da tre 7/25, Rimbalzi 32 (17 dif. 15 off.)
CAFFE’ MOKAMBO CHIETI
Alibegovic 4, Mastellari 17, Reale, Bartoli 15, Picchierri n.e., Jackson 21, Serpilli 10, Febbo n.e., Boev 1, Ancelotti (k) 10.
Allenatore: Stefano Rajola
Vice: Giuseppe Di Paolo e Gianfranco Mucci
Tiri liberi 15/17, Tiri da due 18/31, Tiri da tre 9/21, Rimbalzi 29 (21 dif. 8 off.)
Arbitri: Enrico Bartoli, Francesco Terranova, Umberto Tallon
Spettatori 1.410
sabato 17 settembre 2022
UDINE VINCE SUL CAMPO, CIVIDALE SUGLI SPALTI
Entrare al Carnera per la prima, storica tutta friulana, sfida con l’APU OWW Udine per la Gesteco Cividale e la sua “marea gialla” il “mood” era quello della matricola il primo giorno all’Università “Luigi Bocconi”: una girandola di emozioni che andavano dalla preoccupazione per il difficile compito che l’attendeva alla grande soddisfazione per essere riuscita a guadagnarsi sul campo il diritto per questo appuntamento che resterà in ogni caso, negli annali del basket friulano.
La cornice del palazzetto di piazzale Argentina è di tutto rispetto per una gara di supercoppa precampionato con la marea gialla a fare la sua bella figura e vincere la partita del tifo, occupando quasi per intero la curva est, ed il fair-play che regna sulle tribune dove si sentono solo applausi per le rispettive squadre.
Il primo quarto vede la partenza “molle” di Udine che patisce la difesa di Cividale e il buon impatto dei ducali sul match con 6 punti di Nikolic, che a metà tempo sono avanti di 5 lunghezze 5-10, costringendo coach Boniciolli a togliere dal campo un impreciso Sherill e chiamare minuto di sospensione per riorganizzare i suoi. La mossa paga e i padroni di casa, complice qualche palla persa di troppo da parte dei gialloblu e diverse buone giocate di Mussini, riprendono le Aquile e alla fine chiudono avanti di tre punti sul 21-18. Nella prima parte della secondo periodo si assiste ad un gioco meno fluido, con numerose palle perse su entrambe i fronti e polveri bafgnate da parte dei rispettivi attacchi, con Udine che prova ad allungare con una tripla di di Sherill a 4’50” per il 33-26 dei padroni di casa. Il momento è quello buono perché i padroni di casa, sfruttando una maggiore continuità e le diverse palle perse dei ducali, lentamente dilatano il vantaggio e, ancora con una bomba di Sherill a fil di sirena, si portano sul + 14 (46-32) all’intervallo lungo. L’inerzia del match non muta nel terzo quarto perché Cividale, capace di contenere bene gli attacchi dell’APU non riesce invece ad essere pericolosa in attacco, dove bisogna attendere il 4’47” per muovere il parziale con due punti da sotto canestro di Mouaha (48-34); meglio invece va il finale di frazione, quando una tripla ciascuno di Rota e Cassese limano lo svantaggio e tengono vivo il match, con il tabellone che segna 53-47 alla penultima sirena. A 6’18” dalla fine dell’ultimo periodo una tripla di Miani accorcia sul 57-54 facendo sognare la “marea gialla” ma due canestri di Cusin e uno di Mian rimandano indietro le Aquile (64-54), frustrando così il tentativo di aggancio della Gesteco. Si tratta dell’allungo decisivo perché le Aquile non hanno più la forza per ricucire ancora lo strappo e il match termina con la vittoria della corazzata udinese per 77-63, dopo un espulsione di Gaspardo ed un fallo tecnico fischiato a Dell’Agnello.
Udine vince con autorità il derby friulano, mentre la Gesteco può essere soddisfatta di una prestazione in cui, nonostante la serata no di alcuni uomini chiave, ha dimostrato di essere sulla strada giusta per poter essere competitiva anche in serie A2 con i suoi tifosi che hanno vinto il match sugli spalti.
Giuseppe Passoni
APU OLD WILD WEST UDINE - UEB GESTECO CIVIDALE 77 - 63
(21-18, 46-32, 53-47)
APU OWW UDINE
Mussini 13, Palumbo 6, Mian 13, Antonutti (k) 2, Gaspardo 12, Cusin 10, Fantoma n.e., Esposito 3, Nobile, Dabo n.e., Pellegrino 2, Sherill 16.
Allenatore: Matteo Boniciolli
Vice: Alberto Martellossi e Carlo Finetti
Tiri liberi 20/24, Tiri da due 15/29, Tiri da tre 9/26, Rimbalzi 33 (29 dif. 4 off.)
UEB GESTECO CIVIDALE
Miani 4, Chiera (k), Cassese 3, Rota 12, Mouaha 14, Battistini 7, Brunetto n.e., Barel n.e., Nikolic 10, Pepper 6, Dell’Agnello 7, Micalich n.e.
Allenatore: Stefano Pillastrini
Vice: Federico Vecchi e Alessandro Zamparini
Tiri liberi 11/14, Tiri da due 14/35, Tiri da tre 8/25, Rimbalzi 45 (39 dif. 29 off. 10).
Arbitri: Enrico Boscolo Nale, Alberto Perocco, Chiara Maschietto
Spettatori 3.000 circa
mercoledì 14 settembre 2022
MANTOVA NON FERMA IL VOLO DELLE AQUILE IN SUPERCOPPA
Il secondo turno di Supercoppa vedeva le Aquile ospitare nel palazzetto del Bella Italia Village di Lignano Sabbiadoro la Staff Mantova, capitanata dall’ex APU Riccardo Cortese, con l’obiettivo di confermare la bella vittoria colta a Ferrara nell’esordio stagionale e continuare nel migliore dei modi l’avvicinamento al debutto in serie A2.
L’avvio del match si è svolto in un’atmosfera “sospesa”, con tutto l’ambiente che aveva occhi su quanto accadeva in campo e orecchie tese a captare quanto accadeva invece a Berlino in contemporanea tra Italia e Francia, quarto di finale dell’Eurobasket, match purtroppo finito male all’over-time per i colori azzurri.
Il primo quarto è filato via tutto sul filo dell’equilibrio, con le due squadre a battagliare punto a punto e nel quale si metteva in luce tra le file di Cividale Gabriele Miani con 8 punti e il 75% dal campo. Nella seconda frazione invece gli ospiti entravano decisamente meglio sul parquet e infilavano un parziale di 14-0, con la Gesteco che non riusciva più a trovare la via del canestro e con il coach ducale costretto a chiamare time-out a 5’37” per cercare di ricaricare i suoi e “stoppare” la fuga dei virgiliani. Era capitan Chiera a spezzare l’incantesimo a 3’50” e dare i primi punti del periodo con una tripla che limava lo svantaggio (24-35) seguito poi da Dell’Agnello che recuperava un pallone e Rota in coraggiosa penetrazione per il 26-35 a 2’50”. Nelle ultime battute prima dell’intervallo lungo, gli errori offensivi di dividevano tra le due squadre e il match riprendeva equilibrio con il tabellone che si fissava sul 32-41, con Cividale che falliva da sotto canestro con Nikolic la possibilità di ridurre ancora lo svantaggio. Al rientro sul parquet nel terzo quarto le parti s’invertono e Cividale grazie alla difesa e una ritrovata potenzialità in attacco e con due bombe consecutive di Pepper, fino a qui abbastanza in ombra, e Miani a 6’45” mettono il naso avanti sul 42-41 infliggendo a Mantova, che tiene Cortese in panchina, un parziale di 11-0 e costringono un arrabbiatissimo coach Valli a richiamare i suoi per una sonora strigliata durante il time out. I lombardi rientrano in campo con maggior attenzione, ma Cividale sembra aver trovato la giusta continuità e tiene testa con determinazione agli avversari ribattendo colpo su colpo, chiudendo in avanti alla penultima sirena di 4 punti (56-42), dopo essersi portata avanti anche di sei lunghezze. Il copione non cambia fino alla metà della ultima frazione, con Cividale ancora avanti di 3 punti (62-59) a 5’34” mentre una possibile svolta del match arriva a 3’43” dalla fine quando sul 65-60 per Cividale viene fischiato un fallo tecnico a Cortese, reo di protestare per una dubbia decisione della terna e che manda Chiera in lunetta, il quale prima infila il libero e poi una tripla sull’azione successiva dando il 69-60 in favore delle Aquile. Un altro tecnico a Ross e seguente espulsione dell’americano per proteste, quando il cronometro segna 1’24” e il tabellone 69-63 per Cividale, mette la pietra tombale sul match anche perché Battistini mette la tripla del 74-63 a 50” e fa cantare il nutrito gruppo di tifosi gialloblù arrivati dalle rive del Natisone a partita iniziata, che così salutano la seconda vittoria consecutiva dei loro beniamini e il
Cividale così si avvicina nel migliore dei modi al primo derby stagionale di sabato sera al Carnera, ma soprattutto dimostra di essere a buon punto nel cammino per poter ben figurare anche in serie A2. Di rilievo, nell’ottima prestazione corale, le prove di Miani (20 punti finali con un eloquesnte 4/5 da 3 punti) e del solito Chiera (14 punti con il 50% dal campo e da tre punti).
Giuseppe Passoni
UEB GESTECO CIVIDALE – STAFF MANTOVA 76 - 68
(21-23, 31-41, 56-52)
UEB GESTECO CIVIDALE
Miani 20, Chiera (k) 14, Cassese 3, Rota 4, Mouaha 4, Battistini 10, Barel, Nikolic 1, Pepper 9, Brunetto, Dell’Agnello 11, Micalich n.e.
Allenatore: Stefano Pillastrini
Vice: Federico Vecchi e Alessandro Zamparini
Tiri liberi 14/20, Tiri da due 13/39, Tiri da tre 12/32, Rimbalzi 45 (29 dif. 16 off.)
STAFF MANTOVA
Lo, Miles 16, Veronesi 4, Calzavara 7, Janelidze n.e., Ross 10, Criconia 3, Cortese (k) 18, Galic n.e., Vukobrat, Guerrieri 2, Thioune 8.
Allenatore: Giorgio Valli
Vice: Nicolas Zanco
Tiri liberi 13/20, Tiri da due 17/33, Tiri da tre 7/26, Rimbalzi 39 (33 dif. 6 off.)
sabato 3 settembre 2022
CIVIDALE BATTE I CROATI DELLO SKRLJEVO E OTTIENE IL TERZO POSTO NEL MEMORIAL BORTOLUZZI
Nella serata conclusiva del Memorial Bortoluzzi, sempre davanti ad un nutrito e rumoroso gruppo di supporters, la Gesteco conquista il terzo posto nella finalina battendo i croati dello Skrljevo al termine di una gara ben condotta e controllata dai ragazzi di Pillastrini che così si lasciano alle spalle la sconfitta di ieri sera contro Forlì.
La prima frazione è stata all’insegna dell’equilibrio, con i croati che sono riusciti a frenare grazie al tiro dalla distanza (specialità della casa con un eloquente 5/8 dall’arco nel periodo) i tentativi di allungo dei ducali, scesi in campo più sciolti e capaci di una migliore circolazione della palla rispetto all’avvio contratto di ieri sera contro Forlì e a chiudere avanti rispetto agli uomini di Pillastrini per 27-29 con una bomba a fil di sirena di Ramme. Nel secondo quarto, terminato stavolta con Cividale avanti 45-44, le rispettive difese prendono meglio le misure e le ottime percentuali del primo periodo calano sensibilmente, in un match che si mantiene sempre combattuto e in cui le due squadre non lesinano intensità, con il friulano Miani che si mette in evidenza sotto le plance per la reattività sulle seconde palle e capitan Chiera in veste di bomber con 16 punti (5/7 dal campo) già nel carniere all’intervallo lungo. Nel terzo periodo il testa a testa prosegue, con Cividale che riesce però, sempre con il suo capitano sugli scudi quanto a precisione al tiro e una difesa sempre più attenta, ad ampliare lentamente il margine fino a 12 punti di vantaggio, chiudendo avanti 62-50 alla penultima sirena. Nell’ultimo tempo la Gesteco cerca di amministrare il vantaggio, cosa che riesce abbastanza agevolmente nonostante i tanti errori in attacco fino agli ultimi due minuti, quando lo Skrljevo si avvicina pericolosamente sul – 6 e fa presagire un finale complicato per i ragazzi di Pillastrini. La paura passa ancora una volta per merito di capitan Chiera che trova la bomba del 76 – 65 a 1’18” dal termine e incanala il match verso il 77 – 67 finale.
Nella due giorni “balneare” le note migliori in casa Gesteco, che non ha potuto schierare il nuovo arrivo Nikolic per un risentimento muscolare, vengono dalle prove convincenti di capitan Chiera, apparso subito decisamente motivato e con la mano già ben calibrata, dal positivo inserimento di Giacomo Dell’Agnello e dalla voglia di cimentarsi e migliorarsi senza riserve da parte di tutto il gruppo, sintomo della grande consapevolezza di tutto l’ambiente ducale per il cammino insidioso che attende le Aquile nella prossima stagione di serie A2. La prossima tappa di avvicinamento al campionato, che partirà il primo ottobre a Cividale contro Chieti, andrà in scena a Ferrara il 10 settembre per l’esordio in Supercoppa in casa del club estense.
UEB GESTECO CIVIDALE – KK SKRLJEVO 77 - 67
(27-29, 26-40, 50-62)
UEB GESTECO CIVIDALE
Miani 2 (1/1, 0/2), Chiera (k) 30 (4/4, 5/9), Cassese 6 (2/4), Rota 4 (0/2, 1/6), Mouaha 5 (2/3, 0/2), Battistini 10 (5/12, 0/1), Barel, Nikolic n.e., Pepper 7 (2/6, 1/3), Brunetto, Dell’Agnello 13 (4/5), Micalich n.e.
Allenatore: Stefano Pillastrini
Vice: Federico Vecchi e Alessandro Zamparini
Tiri liberi 14/20, Tiri da due 18/33, Tiri da tre 9/27, Rimbalzi 48 (29 dif. 9 off.)
KK SKRLJEVO
Jelic 14 (3/9, 2/7), Svoboda n.e., Bart 9 (0/1, 3/5), Rajcic (k) 10 (1/3, 2/6), Antunovic 11 (2/5, 1/4), Ramme 16 (4/8, 2/3), Smojver 5 (1/1), Rajkovic (0/1, 0/1), Butorac (0/1), Cosic 2 (1/2)
Allenatore: Damir Rajkovic
Vice: Mrko Scekic
Tiri liberi 12/13, Tiri da due 11/29, Tiri da tre 11/28, Rimbalzi 34 (27 dif. 7 off.)
Arbitri: Giulio Giovannetti, Francesco Cassina e Massimiliano Spessot
venerdì 2 settembre 2022
LE AQUILE LOTTANO FINO ALL'ULTIMO MA INIZIANO IL PRE-CAMPIONATO CON UNA SCONFITTA
Con il Trofeo Butangas Memorial Bortoluzzi ha preso avvio nell’impianto di Lignano Sabbiadoro la stagione 2022/23 delle Aquile cividalesi, impegnate nella località balneare dove stanno svolgendo parte della loro preparazione pre-season nel tradizionale quadrangolare assieme a due avversarie della prossima serie A2, quali l’ambiziosa Forlì, la neopromossa Rimini e i croati del KK Skrljevo, compagine dell’omonima cittadina nei pressi di Fiume e militante nella massima serie della repubblica ex-jugoslava. La prima semifinale ha visto prevalere con autorità gli uomini di Mattia Ferrari che, dopo una partenza in sordina in cui hanno fatto parecchia fatica contro la difesa croata, sono riusciti a trovare le misure grazie alla maggiore fisicità, ad una migliore circolazione della palla, all’ottimo impatto del classe 2004 Alessandro Scarponi nel secondo quarto (un talento da seguire con attenzione con 12 punti e 5/6 dal campo all’intervallo lungo e 19 punti con 8/10 alla fine) e del nuovo acquisto, ex Pistoia, Jazz Johnson, cresciuto nella regia e nel bottino personale (22 punti e 7/12 dal campo). Tra i croati, invece di rilievo la prova di Antuovic con 26 punti finali e 9/16 dal campo. Nella seconda semifinale la gara si è fatta subito in salita per la Gesteco contro i romagnoli di coach Martino e degli ex APU Gazzotti e Penna, con gli uomini di Pillastrini, privi di Nikolic (affaticamento) e Micalich (guaio muscolare), ancora imballati e imprecisi al tiro negli uomini chiave a dover inseguire gli avversari che in avvio hanno preso il largo nell’ultima parte della prima frazione. All’inizio della seconda frazione le Aquile, sospinte da un folto gruppo di tifosi giunti da Cividale, ritrovano alcuni giochi offensivi efficaci e i primi punti da Chiera, Dalton e Rota, e riescono a ridurre lo svantaggio fino a meno cinque a 3’ dall’intervallo lungo, prima di incepparsi ancora in attacco e cedere nuovamente alle penetrazioni degli ospiti che chiudono sul + 14 a metà gara. Al rientro in campo le triple di Radonjic scavano ancora di più il margine fino al 51-32 di metà frazione che se da un lato non scalfisce l’entusiasmo dei supporters gialloblù, dall’altro mette una seria ipoteca sul risultato finale a favore di Forlì che chiude avanti sul + 20 il penultimo quarto, grazie ai punti di un Valentini particolarmente ispirato. Il compito dei ducali adesso è quello di cercare di limare il divario e rendere meno pesante lo score della prima uscita stagionale e i ragazzi di Pillastrini ci mettono tutto l’impegno possibile e la garra vista in tante gare della scorsa annata, con il capitano Chiera che in questa fase riesce a ritrovare dall’arco la mira dei tempi migliori (65-74 a 4’16” dalla fine con cinque triple consecutive del numero 6 ducale) e ritrovare morale e far cantare la marea gialla. Una bomba di Rota a 1’39” dall’ultima sirena segna il 72-78 fa correre la memoria a tanti recuperi “impossibili” a cui le Aquile hanno abituato i propri tifosi. Quando a 33” la bomba di Chiera che vale il – 3 gira sul ferro ed esce, il “miracolo” svanisce e il match si conclude con la vittoria di Forlì per 83 – 75 che così raggiunge i cugini di Rimini per la finalissima di domani.
Le Aquile invece contenderanno il terzo posto ai croati dello Skrljevo e possono consolarsi con un ultimo quarto che conferma la compattezza di un gruppo “che non vuole morire mai”.
UEB GESTECO CIVIDALE – UNIEURO FORLI’ 75 - 83
(11-22, 26-40, 46-66)
UEB GESTECO CIVIDALE
Miani 3 (0/1, 1/1), Chiera (k) 21 (1/1, 6/9), Cassese 5 (0/2, 1/4), Rota 11 (1/1, 2/3), Mouaha 6 (2/6, 0/1), Battistini 11 (4/13, 1/3), Barel, Nikolic n.e., Pepper 11 (3/5, 1/5), Brunetto n.e., Dell’Agnello 7 (3/6, 0/1), Micalich n.e.
Allenatore: Stefano Pillastrini
Vice: Federico Vecchi e Alessandro Zamparini
Tiri liberi 11/15, Tiri da due 14/35, Tiri da tre 12/27, Rimbalzi 40 (26 dif. 14 off.)
UNIEURO FORLI’
Cinciarini (k) 11 (4/5, 1/3), Gazzotti 8 (3/4), Valentini 11 (2/3, 2/6), Adrian 14 (2/7, 2/5), Pollone 2 (1/1, 0/2), Runari (0/1), Ndour, Radonjic 13 (1/1, 3/4), Penna 4 (2/3, 0/1), Benvenuti 5 (2/5), Flan, Raivio 15 (4/10, 1/4).
Allenatore: Antimo Martino
Vice: Emanuele Andrea Fabrizzi e Paolo Ruggeri
Tiri liberi 14/18, Tiri da due 21/40, Tiri da tre 9/25, Rimbalzi 36 (23 dif. 13 off.)
Arbitri: Alberto Morassutti, Giulio Giovannetti e Francesco Frassina
RIMINI – KK SKRLJEVO 91-69
(15-20, 45-34, 63-54)
RIMINI
Tassinari 9, Sirri, Anumba 8, Meluzzi 3, Scarponi 19, Masciadri 4, Arrigoni (k) 2, D’Almeida 7, Bedetti 2, Morandotti 4, J. Johnson 22, Ogbeide 11.
Allenatore: Mattia Ferrari
Vice: Mauro Zambelli, Larry Middleton
Tiri liberi 17/21, Tiri da due 25/39, Tiri da tre 8/18, Rimbalzi 36 (29 dif. 7 off.)
KK SKRLJEVO
Jelic 18, Svoboda n.e., Bart 2, Rajcic, Antunovic 26, Ramme 8, Smojver 8, Rajkovic, Cosic
Allenatore: Damir Rajkovic
Vice: Mrko Scekic
Tiri liberi 7/9, Tiri da due 19/40, Tiri da tre 8/26, Rimbalzi 27 (18 dif. 9 off.)
Arbitri: Enrico Boscolo, Daniele Yang Yao, Massimiliano Spessot
sabato 20 agosto 2022
AQUILE DI NUOVO PRONTE A SPICCARE IL VOLO
Per i tifosi della Gesteco, alle dieci di stamattina, le porte del Palazzetto di Via Perusini si sono riaperte per la prima volta dopo l’indimenticabile vittoria-promozione del 22 giugno scorso, per salutare i propri beniamini che si sono radunati in vista della prossima stagione sportiva che li vedrà impegnati come “assolute beginners” nel campionato nazionale di serie A2. Assenti il Presidente Micalich e il coach Pillastrini, attesi domani nella città ducale per l’inizio degli allenamenti, gli onori di casa sono stati fatti dal Direttore Tecnico Massimo Fontanini che, dopo i saluti dell’amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco Daniela Bernardi e dall’Assessore allo Sport Giuseppe Ruolo, ha avuto modo di presentare ad un folto gruppo di tifosi gialloblù lo staff e tutto il roster che cercherà di figurare al meglio nel prossimo impegnativo torneo che attende le Aquile. Volti sorridenti in un clima ancora carico delle forti emozioni vissute neppure due mesi fa e insieme tanta voglia di ricominciare a stupire “anche al piano superiore”, con gli amministratori pubblici a garantire tutto l’appoggio necessario per rendere il “nido delle Aquile” conforme alle nuove esigenze che impone la nuova categoria, oltre a tutto il sostegno che deriva dall’orgoglio di essere i rappresentanti della città più piccola d’Italia ad ospitare una squadra nella serie A2. Il roster è stato confermato praticamente in blocco con l’aggiunta delle tre ali Dalton Pepper, Alexsa Nikolic e Giacomo Dell’Agnello e i nuovi arrivati hanno subito fatto sapere tutta la loro soddisfazione per l’approdo sulle rive del Natisone. “Sono molto felice per essermi unito a questo gruppo e di ritrovare un coach a cui devo molto e sono sicuro che mi metterà nelle condizioni di migliorare e dare il massimo” – così ha esordito Nikolic, 2,01, classe ‘95 serbo di nascita ma di formazione cestistica italiana proveniente da Roseto – “per me questa è una stagione fondamentale e per questo ho scelto, tra le varie proposte, di accettare quella di Cividale: la società è seria, ben orgaizzata e ritengo qui ci siano tutti gli ingredienti per stupire tutti e poter fare una grande stagione, sia per me che per tutto il gruppo, nonostante siamo consapevoli delle difficoltà che la nuova categoria ci mette innanzi.” Sulla stessa lunghezza d’onda è sintonizzato anche il primo americano della storia delle Aquile, Dalton Pepper, ala piccola di 1,96, classe ‘90, proveniente da San Severo e che nell’estate 2017 era stato già ad un passo dal vestire la maglia dell’APU. “Ho accettato con piacere le offerte di Cividale perché ne ho sentito parlare molto bene come società ed ambiente e perché qui c’è un progetto tecnico che vuole praticare una pallacanestro atipica per la categoria ma che mi piace e nel quale credo che le mie caratteristiche ben si sposino: posso contribuire con punti, difesa e assist in base a ciò che mi chiederà un tecnico sul cui valore non si discute. Inoltre ho il piacere di ritrovare due vecchi compagni come Alessandro Cassese, con cui ho giocato a Latina e Leo Battistini, già con me a Casale.”
Entusiasmo e buoni propositi non mancano in casa Gesteco, in attesa di incominciare a breve davvero a fare sul serio, in un torneo dove la sfida più impegnativa per tutto l’ambiente, oltre all’accresciuto livello delle avversarie sia in termini di tasso tecnico che di budget a disposizione, sarà quella di convivere e gestire al meglio un andamento che ragionevolmente non potrà essere quello della “schiacciasassi” capace di perdere in casa solo due gare in due stagioni.
Primo appuntamento al Palagesteco per la “marea gialla” per sostenere i propri beniamini sarà il prossimo 14 settembre, quando ospite delle Aquile ci sarà Mantova, prima dello storico debutto in seria A2 contro Chieti, fissato per sabato 1 ottobre. Passando prima per un impensabile, fino a due anni fa e forse oltre, Udine – Cividale al Carnera, sempre Supercoppa, il 18 settembre.
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