giovedì 8 dicembre 2022

CIVIDALE - UDINE, IL GIORNO DOPO.

Un autorevole commentatore, a mente della sua professionalità e posizione, qualche tempo fa ha scritto che i numeri sono importanti ed è impossibile non trovarsi d'accordo con lui. Ieri sera, ad esempio, i numeri ci dicono che la vittoria della "piccola" Cividale nel "derby che non è un derby" contro la corazzata Udine sia più netta dell'unico punto per cui, come ben sanno anche tutti i più distratti giocatori di briscola, "Martin perse la capa". Guardando le crude statistiche la Gesteco ha tirato meglio dal campo (19/37 da due contro 17/41 e 6/16 da tre contro 7/19), meglio dai liberi 11/13 contro 11/16), sostanzialmente pari i rimbalzi (32 contro 33), 3 stoppate date senza subirne, 14 assist contro 10 e una valutazione complessiva di 71 contro 59, nonostante le maggiori palle perse (21 contro 14) e sostanziale pareggio nei recuperi (9 contro 8). Quello che però i numeri non ci potranno mai spiegare è quello che è stato il fattore decisivo che ha indotto il "Dio dei Canestri" ad essere benevolo con Cividale negli ultimi secondi del match di ieri sera, come assai spesso è accaduto nella storia del Club del Presidente Micalich: il fattore "C", che si può pronunciare senza vergogna e non è quello che potrebbero insinuare i "maligni". Si tratta del fattore "Cuore", quell'insieme di attributi che ti fanno raggiungere nello sport, come in tanti altri ambiti della vita, traguardi difficilemte pronosticabili. Attributi come il coraggio e l'umiltà, che è la consapevolezza dei propri limiti che ti spinge ogni giorno a migliorarti sempre di più, ad avere rispetto di qualsiasi avversario ma timore di nessuno, la fame di risultato che è figlia della voglia di stupire che nasce a sua volta da una passione che scorre prepotente nelle vene. Senza dimenticare lo spirito di appartenza ad un gruppo, che si ottiene solo quando si sposa senza riserve un progetto comune e conndiviso al punto di sacrificare anche il proprio tornaconto personale immediato a favore di quello superiore della squadra. Quello che un commercialista valuterebbe come "avviamento" esaminando un bilancio societario, ovvero quel bene immteriale che conferisce un valore aggiunto ad un'azienda rispetto alla pura somma tra attività tangibili e passività da liquidare. Certo, non si vuole concludere che per ottenere risultati importanti basti il "fattore Cuore", sarebbe ingenuo oltre che erroneo sostenerlo perchè per quelli ci vogliono qualità tecniche solide e anche componenti "numeriche" adeguate ed "entrature reputazionali" nei posti e nei momenti giusti, oltre che un pizzico dell'altro fattore "C", di cui è saggio tacere il nome. Resta un fatto con cui tutti coloro che aspirano a traguardi memorabili devono confrontarsi: il fattore "C", quale sia il significato che gli si voglia dare, non si compera e pure se qualcuno che ne fosse dotato decidesse di venderlo, lo perderebbe nel momento stesso in cui lo volesse mettere sul mercato. Per cui, per il compratore, sarebbe in ogni caso un pessimo affare. Un ultima considerazione del giorno dopo: da qualche parte si è ironizzato sulla "smodata" esultanza del pubblico cividalese e sui successivi festeggiamenti "manco avessero vinto il campionato." Forse, dietro "quell'esagerata" manifestazione di gioia l'osservatore più attento e meno superficiale avrebbe potuto cogliere oltre alla gioia per una vittoria proprio l'indiretto tributo al valore dell'avversario sconfitto.

mercoledì 7 dicembre 2022

CIVIDALE SENZA LIMITI: UDINE VA KO 67-66

Serata straordinaria e per cuori forti in via Perusini per la prima sfida tutta friulana di serie A2 che ha visto prevalere Cividale per 67-66 contro il pronostico della vigilia, alla fine di una gara combattuta su ogni palla e che al termine ha fatto esplodere di gioia la “marea” gialla in un clima da “play-off”, con tifoserie estremamente corrette e tutte protese a sostenere i propri beniamini in un palazzetto gremito come mai visto prima. In avvio Pillastrini manda in campo Rota, Clarke, Pepper, Miani, Dell’Agnello, mentre Bonicciolli risponde con Sherrill, Briscoe, Esposito, Gaspardo e Mian e sono i gialloblù di casa ad avere il miglior impatto sul match, portandosi sollecitamente sul 10-2 a 6’50” grazie a due triple consecutive di Clarke e il solito Dell’Agnello, tra l’entusiasmo del pubblico amico. Udine non ci sta e Boniciolli richiama i suoi 5’45 panchina e al rientro con un Briscoe preciso dalla lunetta e la supremazia a rimbalzo ribaltano il match con una bomba di Mussini per il 12-13 a 3’48”. Cividale però non si disunisce e con un Mouaha decisamente on-fire piazza il contro-break che consente ai ducali di chiudere avanti la prima frazione per 23-16 con una tripla di Rota. Al rientro in campo però la Gesteco smarrisce la via del canestro caricandosi di falli e Udine, senza strafare, d’inerzia riprende i ducali a 7’20” con due punti di Mian per il 23-23 e il vantaggio 23-24 a 6’42” con un libero ancora di Mian. Adesso sono i bianconeri a provare l’allungo portandosi sul + 5 (23-28) ma ancora una volta i ragazzi di Pillastrini si aggrappano con le unghie al match tornando avanti 32-28 a 3’30” con un’altra tripla di Rota. Adesso la partita vola sul filo dell’equilibrio, ogni palla è combattuta con grande energia da entrambe le squadre e si va all’intervallo lungo in perfetta parità per merito di una tripla di Sherill, fino a qui in ombra, che impatta il 36-36 sulla sirena. Il terzo periodo si snoda ancora sul filo dell’equilibrio e a metà frazione il tabellone segna 44-44 quando sale in cattedra Sherill e con una tripla e un piazzato porta Udine sul + 5 a 3’26” (44-49), con Cividale che però rimane in scia impedendo agli ospiti di allungare fino alla tripla di capitan Antonutti che chiude il periodo sul 49-54. L’ultima frazione vede Mouaha ancora “on fire” e in un “amen” Udine subisce un parziale di 8-0 con il tabellone che segna 57-54 per la Gesteco a 6’45” alla fine e con Boniciolli che richiama i suoi in panchina per un’altra strigliata; la gara non si schioda dal continuo botta e risposta con Cividale ancora avanti di 4 punti (64-60) a 3’23” quando Briscoe commette il suo quinto fallo in attacco e le Aquile che aumentano il ditacco con Clarke (66-60) a 2’45” scatenando l’entusiasmo del Palagesteco. Udine però sfrutta alcuni errori dal perimetro della Gesteco per rimanere nel match e “condanna” il pubblico di Cividale all’ennesimo finale vietato ai deboli di cuore: il tabellone segna 66-66 a 43” dalla sirena finale. Il ferro “sputa” una tripla di Clarke a 30” ma Miani cattura il rimbalzo e fa uno su due per il 67-66 che diventa il finale del match perché Udine perde la bussola sull’ultimo possesso senza riuscire ad andare al tiro e fare esplodere letteralmente di gioia il palazzo per la storica affermazione della Gesteco. Giuseppe Passoni UEB GESTECO CIVIDALE - APU OLD WILD WEST UDINE 67 - 66 (23-16, 36-36, 49-54) UEB GESTECO CIVIDALE Miani 3, Cassese n.e., Rota (k) 18, Mouaha 10, Balde n.e., Battistini 6, Barel n.e., Clarke 10, Nikolic 4, Pepper 4, Dell’Agnello 12, Micalich n.e. Allenatore: Stefano Pillastrini Vice: Federico Vecchi e Alessandro Zamparini Tiri liberi 11/13, Tiri da due 19/37, Tiri da tre 6/16, Rimbalzi 32 (dif. 23 off. 9). APU OWW UDINE Mussini 10, Palumbo, Mian 6, Antonutti (k) 5, Gaspardo 7, Cusin 1, Briscoe 18, Fantoma n.e., Esposito 6, Pellegrino 1, Sherill 12. Allenatore: Matteo Boniciolli Vice: Alberto Martellossi e Carlo Finetti Tiri liberi 11/16, Tiri da due 17/41, Tiri da tre 7/19, Rimbalzi 33 (19 dif. 14 off.) Arbitri: Stefano Ursi, Angelo Caforio e Nicolò Bertolucci Spettatori 2.800

lunedì 5 dicembre 2022

CIVIDALE VS UDINE: IL DERBY CHE NON E' UN DERBY

Mercoledì 7 dicembre alle ore 20,45 andrà in scena sul parquet del Palazzetto di Via Perusini la prima sfida tra Udine e Cividale nel campionato nazionale di serie A2 di Pallacanestro, primo incrocio nella storia a questo livello, tra due società della provincia di Udine. Inutile dire che l'attesa è molto grande nel mondo del basket friulano e non solo, con due squadre che arrivano alla sfida con il vento in poppa: Udine, la superfavorita alla vittoria finale del torneo per ambizioni e roster nonché fresca della conquista del primato in classifica, mentre Cividale respira a pieni polmoni l'entusiasmo per un avvio di campionato che la vede come la miglior matricola della categoria, per lo più reduce da una vittoria esterna in rimonta sul campo di Rimini. In qualsiasi altra parte d'Italia, e probabilmente del mondo, si parlerebbe tranquillamente di "derby" friulano, senza la necessità di ulteriori distinguo e di particolari cautele nell'uso della parola. Invece, già a partire da quando questo evento non era ancora certo ma solamente possibile prima della fine della scorsa stagione che ha visto la salita di Cividale in A2 e la mancata promozione di Udine nella serie massima superiore, i vertici delle due società hanno negato che l'incontro possa essere considerato un "derby" e che, se proprio di derby si deve parlare, quello è solo con i "cugini" di Trieste. La questione, per chi scrive, è curiosa e merita senz'altro un approfondimento. Per comprendere il significato della parola "derby" dobbiamo fare qualche passo indietro e andare alla ricerca delle sue origini etimologiche e semantiche. Verso la fine del ‘700, Edward Stanley, dodicesimo conte di Derby decise di istituire un premio per una corsa al galoppo di cavalli di tre anni d’età, e visto che ebbe luogo presso la sua magione e che in Inghilterra l’ippica era (ed è) uno sport d’importanza capitale e questa sfida ebbe un successo impressionante per popolarità, l'eco si diffuse nel secolo successivo anche "al di là della Manica", dove gare dello stesso tipo vennero chiamate "derby" appunto. Verso la metà del ‘900 "derby" iniziò a trovare uno sbocco semantico al di fuori dell’ippica andando ad indicare tutte le sfide sportive che agl'occhi degli appassionati di una disciplina assumevano un'importanza eccezionale. Per cui, quando due squadre di una stessa città o di un ambito sovracittadino caratterizzato da usi socio-culturali simili si affrontavano, finivano prima per contendersi il tifo di un medesimo territorio e poi per sfociare in una rivalità più o meno accesa, conferendo un'importanza appunto eccezionale all'evento si parlava di "derby". Si pensi ad esempio alla sfida calcistica stracittadina tra Roma e Lazio, incontro in cui la vittoria per le singole tifoserie vale addirittura più del risultato finale di un'intera stagione sportiva. Difficile quindi dirimere la "vexata questio": che l'incontro di mercoledì rivesta un'importanza fuori dalla norma per il sentire degli appassionati del basket in Friuli, oltre che per le rispettive tifoserie, è circostanza indubbia e ampiamente testimoniata dal "sold-out" praticamente immediato dell'impianto di via Perusini da quando i biglietti sono stati messi in vendita. Difficile negare che a Udine e a Cividale si parli d'altro con il medesimo trasporto, anche tra chi non è particolarmente interessato al mondo dei canestri. Per cui dovremmo concludere che, vista l'importanza eccezionale di un match tra due squadre di un medesimo territorio, Cividale - Udine è un derby a tutti gli effetti. Quanto però ai requisiti del "contendersi le tifoserie" e la conseguente "accesa rivalità", non ci siamo proprio. Almeno fino ad oggi. Udine è una piazza storica e consolidata nella tradizione cestistica italiana e per cui la quasi totalità di coloro che siederanno sui seggiolini di via Perusini l'hanno sostenuta o la sostengono ancora, mentre Cividale è una piazza "vergine" a questi livelli e nata tra l'altro per inziativa di un gruppo di dirigenti e appassionati udinesi purosangue, a partire dal Presidente Davide Micalich che, come noto a tutti, è stato uno degli artifici della risalita del capoluogo friulano dalle minors alla serie A2 nel corso del decennio passato. Sono veramente tanti coloro che sono abbonati quest'anno ad entrambe i club e magari anche all'Udinese Calcio, sintomo di una comune passione sportiva e culturale ed in più le due società hanno obiettivi stagionali differenti e sono costruite con filosofie progettuali assai diverse. Risulta pertanto difficile scorgere che nella stragrande maggioranza di chi si recherà a piedi da "Piazza delle Donne" di Cividale o prendendo la "littorina" da Udine esista "un'accesa rivalità", affermare il contrario sarebbe davvero una fuorviante forzatura. Siamo friulani, gente speciale a cui già mal si coniugano i termini coniati fuori dalla "marilenghe", figuriamoci una parola e una tradizione di Sua Maestà britannica. Naturalmente, friulani o non friulani, si tratta pur sempre di passione sportiva per cui vincere è assai meglio che perdere e da entrambe i lati, la sconfitta non farà per nulla piacere e siamo altrettanto sicuri che le ugole e fiato delle rispettive tifoserie non si risparmierrano nel sostenere i loro rispettivi beniamini, magari anche in una sorta di "consapevolezza inconscia" che oltre nell'onorare e sostenere i propri colori, rende indirettamente omaggio anche a quelli opposti. La speranza è che dopo un match in cui giocatori, dirigenti, tencici in campo e spettatori sugli spalti abbiano dato il meglio di loro senza risparmiarsi a favore della propria "causa", si trovino tutti insieme a bere birre nel palazzetto, come accade di regola da più di due anni a questa parte a Cividale. Visione troppo "british"? A mente di quanto visto al Palasport Carnera lo scorso settembre durante la sfida di Supercoppa, credo proprio di no, possiamo nutrire la ragionevole fiducia in una serata all'insegna del "fair-play" e della sana passione sportiva. Anche se non siamo inglesi, siamo friulani, gente unica appunto; per cui un derby può essere tale senza esserlo.

sabato 26 novembre 2022

FERRARA NEL FINALE SBANCA IL PALAGESTECO

Dopo una serie di partite vinte al fotofinish, questa volta le ultime battute sono risultate fatali alla Gesteco che cede il passo a Ferrara proprio al termine di una gara che per lunghi tratti aveva dato l’impressione di poter anche questa volta condurre in porto davanti al suo pubblico. Pillastrini schiera in partenza Rota, Mouaha, Pepper, Dell’Agnello e Miani e i suoi lo ripagano con una partenza a razzo portandosi sul 20-2 a 4’21”, sciorinando ottima circolazione della palla, reattività in difesa e precisione dalla lunga distanza, con la prima frazione che si chiude con l’eloquente punteggio di 31-16 e con i primi 3 punti del neo arrivato Clarke che si iscrive subito a referto con una delle 7 triple su 8 tentativi con cui la Gesteco ha bucato la retina estense. Nel secondo periodo Cividale continua a condurre con sicurezza e anche grazie al positivo innesto di Micalich vola sul 40-18 a 5’45” , prima di subire un contro-break di 0-10 che riporta Ferrara sul – 12 (40-28) dopo una tripla di Smith a 3’23”. E’ Pepper a bloccare l’inerzia con un canestro da sotto, ma Ferrara è ormai decisamente rientrata in partita e sfruttando il black-out offensivo delle Aquile si porta sul meno 6 all’intervallo lungo (42-36). Al rientro sul parquet la Gesteco ritrova i punti che erano mancanti nelle ultime battute della frazione precedente e con una tripla di Pepper è di nuovo avanti di 13 punti (49-36) a 8’16” ma anche Ferrara non è più la squadra svagata e molle in difesa con cui aveva approcciato il match e a 4’56” è di nuovo sotto di sole 5 lunghezze, dopo una bomba del capitano Campani e costringe Pillastrini a richiamare i suoi per un minuto di sospensione. Adesso è diventata la partita difficile che ci si aspettava alla vigilia, con Ferrara che impatta la parità (51-51) a 3’20” e il tempo si chiude con gli estensi in vantaggio per 57-58, preannunciando un ultimo quarto di sofferenza per Cividale. A metà dell’ultimo tempo, dopo che le due squadre ribattono colpo su colpo, il punteggio è in perfetta parità (68-68) e l’ultimo minuto inizia con Ferrara avanti 73-76; dopo una palla persa da Rota e un errore in attacco degli estensi la palla del possibile overtime è in mano ai gialloblù di casa ma il ferro respinge la tripla di Clarke e condanna i ducali alla prima sconfitta casalinga stagionale. UEB GESTECO CIVIDALE – KLEB BASKET FERRARA 73 - 78 (31-16, 42-36, 57-58) UEB GESTECO CIVIDALE Miani 7, Cassese n.e,, Rota (k) 8, Mouaha 5, Cuccu n.e., Clarke 3, Battistini 15, Barel n.e., Nikolic 6, Pepper 21, Dell’Agnello 6, Micalich 5. Allenatore: Stefano Pillastrini Vice: Federico Vecchi e Alessandro Zamparini Tiri liberi 5/6, Tiri da due 16/32, Tiri da tre 12/31, Rimbalzi 37 (24 dif. 13 off.) KLEB BASKET FERRARA Bellan 7, Cleaves II 13, Tassone 13, Smith 10, Campani (k) 18, Bertetti 8, Valente n.e., Jerkovic 9, Pianegonda 4, Cazzanti n.e. Allenatore: Spiro Leka Vice: Marco Carretto Tiri liberi 12/15, Tiri da due 15/31, Tiri da tre 12/27, Rimbalzi 30 (21 dif. 9 off.) Arbitri: Gianluca Gagliardi, Andrea Longobucco e Matteo Roiaz Spettatori 2.170

mercoledì 23 novembre 2022

OH CAPITANO, MIO CAPITANO

Con l’atteso arrivo di Rotnei Clarke a Cividale nel pomeriggio odierno si è conclusa nel migliore dei modi una settimana cruciale in casa Gesteco, iniziata sette giorni fa con l’addio doloroso al capitano della promozione Adrian Chiera, passata per il primo storico successo esterno delle Aquile in serie A2, vittoria ottenuta su di un campo caldo come quello di Forlì e al termine di una sfida al cardiopalma dove Eugenio Rota ha ereditato dalla guardia argentina trasferitasi a Montecatini, i galloni di capitano. ”Oh Capitano, mio capitano” recita una delle più famose poesie del poeta americano Walt Whitman, scritta alla memoria di Abramo Lincoln, e l’incipit ben si adatta a questo passaggio di consegne avvenuto nella truppa del condottiero Stefano Pillastrini, perché se da un lato onora la memoria di un capitano che molto ha dato al team del Presidente Micalich e a tutti i tifosi gialloblù, dall’altro saluta e rende il giusto omaggio a quello nuovo, ovvero Eugenio Rota. Non poteva esserci scelta più felice ed obbligata quella di dare i galloni di capitano al play di Portogruaro, classe 1999, segno zodiacale Leone, 178 cm di fosforo, grinta e agilità, mvp della scorsa stagione regolare e Aquila sin dalla prima ora. Eugenio Rota con le sue caratteristiche tecniche e caratteriali, con il desiderio spinto di migliorarsi sempre e sul campo di “non morire mai”, incarna alla perfezione lo “spirit of Eagles”, ovvero quello di essere “outsider” nel senso più nobile del termine. Chi sono gli outsider? Si definiscono tali una persona o un gruppo di persone che, pur non godendo dei favori del pronostico per supposta o reale inferiorità nei mezzi di partenza, riescono tra lo stupore generale a raggiungere straordinari traguardi definiti impossibili a priori dagli osservatori esterni, in campo sportivo e non solo. Sono coloro che ad un certo punto delle umane vicende a sorpresa rivelano doti, qualità, caratteristiche insospettate tali da sbaragliare tutto e tutti, in particolare coloro che godono di vantaggi competitivi e hanno familiarità con il successo e la gestione del potere. Questo è lo spirito che aleggia forte nello spogliatoio e nella stanza dei bottoni del club cividalese e trova una eco formidabile sugli spalti del palazzetto di via Perusini. Eugenio Rota ha voluto subito bagnare l’esordio con i gradi dando un contributo decisivo alla vittoria dei suoi su di un campo importante per la tradizione cestistica italiana come quello di Forlì, spremendo tutte le energie possibili nei 38 minuti in cui è rimasto in campo, mettendo la sua firma come mvp e soprattutto con uno dei suoi colpi migliori, quando con l’astuzia e la velocità di Diabolik ha scippato nel concitato finale il pallone dalle mani di Adrian per involarsi in contropiede e depositare la palla nel cesto forlivese. “Ma come fa a correre così tanto quel Rota? Non si stanca mai?” Così si è rivolto a me lo sconsolato vicino di posto di Forlì che, al termine del match, lasciava deluso il parterre dell’Unieuro Arena domenica scorsa. Giriamo volentieri la domanda al nuovo capitano, assieme alle felicitazioni e agli auguri per la responsabilità che si è caricato sulle spalle. Capitano, mio capitano.

martedì 22 novembre 2022

IL FATTORE SEGRETO E' IL COACH PILLASTRINI

Quando una società dalla sua comparsa (ottobre 2020) perde solo 2 partite sulle 44 disputate in casa, centra la promozione in A2 al secondo tentativo dopo aver “fallito” il primo a gara 5 della finale play-off nell’anno precedente (e primo della sua vita cestistica partita da zero) e dopo le prime 8 partite in serie A2 ne ha vinte 5 mantenendo inviolato il campo di casa, è già entrata nella Storia, a prescindere. E quando questo succede vuol dire che dal Presidente, agli sponsor, al coach, ai giocatori « all’ultimo » dei tifosi, tutte le componenti stanno mettendo il « mattone » che gli spetta con grande competenza, passione e sacrificio. Proprio tutti, nessuno escluso, compreso l’ambiente dove ti trovi. Oltre a questo, come già scrissi lo scorso anno, ci dev’essere un ulteriore fattore segreto, come il famoso ingrediente « top secret » che rende la Coca-Cola una bevanda inimitabile. Nel caso della Gesteco, il fattore segreto di questa straordinaria striscia di successi credo stia nel suo coach, a mente di quanto pubblicai dopo aver assistito il 5 ottobre 2021 alla prima « récita » della stagione 2021/22 poi culminata con la promozione in A2 e che di seguito ripropongo integralmente. "Sabato sera questo Signore ha dato una dimostrazione cristallina di che cosa significhi amare profondamente il proprio lavoro prima ancora di essere un professionista e quale sia la differenza tra « essere » un coach e « fare » un mestiere. Siamo già nella seconda parte dell’ultimo quarto e Cividale controlla senza patemi un match già in cassaforte da 20 minuti, costantemente avanti tra i 20 e i 30 punti contro I giovani di Bologna 3. È solo la prima giornata di un campionato che sarà lunghissimo e Leo Battistini, a fine gara MVP con 36 di valutazione, 25 punti all’attivo, 9/10 da due, 1/1 da tre, 6/6 dai liberi, 14 rimbalzi, 4 falli subiti, sbaglia malamente l’esecuzione di un contropiede franando sulla difesa avversaria invece di scaricare su di un compagno meglio posizionato. Ecco, a questo punto questo Signore, con più di 100 panchine in serie A in piazze come Varese, Bologna, Pesaro, Forlì, Montecatini, Udine, Treviso e 6 promozioni conquistate, chiama un minuto di sospensione e fa un cazziatone urbi et orbi che non finisce più all’incredulo Battistini, neanche fosse la finale dell’Eurolega." Grazie a Stefano Pillastrini per questa Lectio Magistralis. Ne sono seguite molte altre, tra cui mi piace ricordare la gestione della gara interna con la Fortitudo Bologna, che con difese insospettabili ha mandato in confusione il suo collega Del Monte ma soprattutto i giocatori felsinei sul parquet e l'ultima impresa di Forlì domenica scorsa, quando "creando i presupposti di una brutta partita" ha impedito ai più quotati avversari di avere ragione di un manipolo di uomini in formazione incompleta e con più di qualche acciacco. Un profondo conoscitore del suo sport e della sua professione, oltre che di uomini. Un vero Maestro. #UEB #unitedweflight #Gesteco #Cividale

sabato 12 novembre 2022

VIA PERUSINI: UN FORTINO DA LIBRO CUORE

Ci sono stadi e palazzetti dove è la squadra a trascinare il pubblico, altri in cui invece sono gli spettatori a spingere i propri beniamini. Poi c’è il “Palagesteco”, in via Perusini a Cividale, dove i ragazzi in campo e i presenti sugli spalti sono una cosa sola. Dal 28/11/2020 a ieri su 44 gare disputate, 42 vittorie. Un “fortino” dove il “tifo” è solo a favore e qualsiasi avversario è accolto con gli applausi o, nei casi più ostici, con glaciale indifferenza. Un ambiente "caldo" come un palazzetto del sud e corretto come un'arena svedese. Il futuro, come sempre ignoto, è ancora tutto da raccontare; la storia fin qui scritta è da Libro Cuore, vergata con inchiostro indelebile. A prescindere.

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